L’UFAM è l’autorità competente e il centro di contatto per il Protocollo di Nagoya. I suoi compiti consistono in particolare nel:
gestire un centro di scambio di informazioni a livello nazionale (Access and Benefit-sharing Clearing-Housenazionale);
garantire il legame con il Segretariato di cui all’articolo 24 della Convenzione del 5 giugno 19926 sulla diversità biologica e con il centro di scambio d’informazioni a livello internazionale (Access and Benefit-sharing Clearing-Houseinternazionale);
adempiere i compiti di cui all’articolo 13 del Protocollo di Nagoya;
garantire lo scambio di informazioni con l’Access and Benefit-sharing Clearing-House internazionale secondo l’articolo 14 del Protocollo di Nagoya;
mettere a disposizione, su richiesta, di altre Parti contraenti del Protocollo di Nagoya informazioni relative al rispetto dell’obbligo di diligenza; le informazioni confidenziali sono messe a disposizione soltanto se sono garantiti un segreto d’ufficio corrispondente a quello previsto dal diritto svizzero e un’adeguata protezione della personalità;
gestire una banca dati elettronica in cui sono registrate le informazioni relative al rispetto degli obblighi di cui agli articoli 3−5 e 8;
pubblicare le informazioni di cui all’articolo 23o capoverso 2 seconda frase LPN e altre informazioni non confidenziali relative agli obblighi di cui agli articoli 3−5 e 8;
effettuare una verifica formale delle notifiche secondo gli articoli 4 e 8;
verificare il rispetto degli obblighi di cui agli articoli 3−5 e 8 in presenza di indizi concreti di una loro violazione o nel caso di controlli a campione; a tal fine, può coinvolgere i Cantoni;
tenere un elenco pubblico delle migliori prassi, delle collezioni riconosciute e delle altre procedure di cui all’articolo 8 capoverso 7;
provvedere affinché, all’occorrenza, siano organizzate manifestazioni relative all’esecuzione del Protocollo di Nagoya;
fare rapporto conformemente all’articolo 29 del Protocollo di Nagoya.
L’UFAM incoraggia gli utenti a condividere su base volontaria, in modo giusto ed equo, i benefici derivanti dall’utilizzazione di risorse genetiche o conoscenze tradizionali a esse associate anche in assenza di un obbligo legale. Esso si adopera affinché i benefici siano impiegati ai fini della conservazione della diversità biologica e dell’uso sostenibile dei suoi componenti.