Se una rendita dell’AI indennizza pure un’invalidità non assicurata secondo la legge, è presa in considerazione per il calcolo della rendita complementare soltanto la parte della rendita dell’AI che copre l’attività obbligatoriamente assicurata.
Se, in seguito a un infortunio, una rendita dell’AI è aumentata o succede a una rendita per superstite dell’AVS, è presa in considerazione per il calcolo della rendita complementare soltanto la differenza tra la rendita accordata prima dell’infortunio e la nuova prestazione. Nei casi previsti nell’articolo 24 capoverso 4 la rendita dell’AI è interamente presa in considerazione.
Se, prima dell’infortunio, l’assicurato era al beneficio di una rendita di vecchiaia dell’AVS, per la determinazione del limite del 90 per cento secondo l’articolo 20 capoverso 2 della legge occorre prendere in considerazione non soltanto il guadagno assicurato bensì anche la rendita di vecchiaia fino a concorrenza dell’ammontare massimo del guadagno assicurato.